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Tra le tantissime tipologie di bevande presenti sul mercato, di sicuro il caffè alla turca non è tra le più conosciute. In realtà è una delle bevande a base di caffè più antiche e tradizionali, con alle spalle una storia lunga cinquecento anni. Ecco le varie tecniche di preparazione ed alcuni interessanti cenni storici. 

Storia del caffè alla turca

Era il 1554 quando ad Istanbul sorgeva la prima caffetteria, luogo di incontro per filosofi, musicisti ed artisti di ogni genere. La bevanda fu così apprezzata dal sultano dell'epoca che da allora divenne un rito quotidiano ed immancabile. Già a metà del secolo successivo si contavano oltre 50 caffetterie sparse per tutta la capitale, almeno fino al 1620, quando Murad IV ne ordinò la chiusura per evitare il proliferare di discorsi "scomodi" e considerati pericolosi per la corona. Questo costrinse i commercianti a partire verso le principali destinazioni europee, dove il caffè alla turca divenne ben presto una delle bevande più apprezzate ed amate. 

Preparazione del caffè alla turca

Come si prepara il caffè alla turca? Alla base di tutto c'è l'utilizzo del cezve, pentolino di rame dove la polvere di caffè viene bollita direttamente nell'acqua. I chicchi di arabica 100% vanno macinati (molto finemente) al momento per mantenere intatto il gusto e l'aroma e non far risultare il fondo troppo sgradevole agli ospiti. Il rapporto acqua/caffè è di 1:10, quindi per ogni grammo di caffè bisogna utilizzarne 10 di acqua. Quest'ultima non va portata ad ebollizione completa, ma deve raggiungere i 92/93 gradi ad al suo interno la povere va lasciata infondere per quasi 2 minuti. La bevanda pronta va servita con tutto il fondo all'interno di tazzine dalla forma cilindrica. 

Al giorno d'oggi viene maggiormente consumato nei paesi mediorientali ed è considerato un vero e proprio pezzo di storia, tanto da essere conservato anche nel museo delle arti turche ed islamiche.